| Ean | 9791259656711 |
| Titolo | RIFIUTO A CONTRARRE E DIRITTO ANTITRUST |
| Autore | CORRENTI ANTONELLA |
| Editore | CACUCCI |
| Collana | COLLANA DIPARTIMENTO JONICO IN SISTEMI GIURIDICI ED ECONOM. |
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| Pagine | 224 |
Il lavoro monografico indaga sulla collocazione del refusal to deal nel panorama antitrust, condizionato dalla carenza di una regolamentazione dell'istituto tra le fattispecie di abuso di posizione dominante e dalla difficoltà di conciliarne l'operatività con il consolidato principio della libertà contrattuale. Questa tensione accomuna tanto l'antitrust americano, quanto quello europeo. La mancanza di una normativa specifica sorprende, particolarmente, in Europa, posto che nella disposizione del TFUE (l'art. 102) sull'abuso di posizione dominante, cui il rifiuto si suole ricondurre, l'elenco delle condotte vietate non ricomprende la pratica. Negli Stati Uniti il contenuto, generale e astratto, della section 2 dello Sherman act, in tema di monopolizzazione e tentativo di monopolizzazione, ha dato input all'attività creatrice della giurisprudenza nell'individuazione degli illeciti. Il carattere "ibrido" del rifiuto fa presumere che l'assenza di un'esplicita tipizzazione normati va sia più una scelta che una negligente omissione. L'approccio ai fenomeni di diniego verso nuovi potenziali partners commerciali conduce alla dottrina delle essential facilities, di matrice nordamericana, la cui elaborazione ha portato alla progressiva affermazione di un principio giurisprudenziale che preclude al gestore di un'infra struttura, indispensabile per lo svolgimento di determinate attività imprenditoriali su mercati a valle, la possibilità di negare ingiustificatamente l'accesso a condizioni eque e non discriminatorie a terzi concorrenti. Nel contrasto alle pratiche di esclusione, l'Essential Facilities Doctrine (EFD) si propone di definire condizioni e criteri per stabilire quando debbano ritenersi anticoncorrenziali comportamenti di ostacolo nell'accesso a beni e servizi indispensabili per l'esercizio di un'attività imprenditoriale. Da qui la necessità di reperire un punto di equilibrio tra l'obbligo di contrarre e il principio costituzionale di libertà di iniziativa economica. Lo studio si sofferma sulle prospettive di app