| Ean | 9788842836803 |
| Titolo | MUSICA NELL'ITALIA FASCISTA |
| Autore | SACHS HARVEY |
| Editore | IL SAGGIATORE |
| Collana | LA CULTURA |
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| Pagine | 400 |
Che cosa accade quando un regime decide che anche la musica deve obbedirgli? Musica nell&rsquo Italia fascista è il racconto di come il potere entrò nei teatri, nei conservatori, nelle orchestre, trasformando un intero sistema culturale in strumento di creazione del consenso. In queste pagine Harvey Sachs ricostruisce le tappe e le modalità con cui una delle più articolate scene musicali d&rsquo Europa si adattò &ndash spesso con sorprendente rapidità &ndash alle regole, alle convenienze e alle menzogne del fascismo: dalla sorveglianza costante cui fu sottoposto Arturo Toscanini &ndash costretto infine all&rsquo esilio &ndash al carcere cui fu destinato il musicologo e critico militante Massimo Mila dalle vicende di compositori come Respighi, Pizzetti, Casella, Malipiero, divisi tra adesione, ambiguità e dissenso, a quelle dei molti funzionari zelanti e mediocri, critici compiacenti, amministratori manovrieri che collaborarono attivamente con il regime. In questo giro di vite, anche le istituzioni, i grandi teatri d'opera e i festival furono investiti dal nuovo corso, portando, fra le altre cose, alla nascita dei sindacati fascisti dei musicisti e alla fondazione del Maggio Musicale Fiorentino come mezzo di propaganda. È una storia di episodi concreti, fatta di lettere servili, decisioni improvvise e piccoli compromessi quotidiani all&rsquo ombra della grande macchina burocratica della dittatura. Una storia che conduce fino all&rsquo infamia delle leggi razziali, responsabili dell&rsquo espulsione e della condanna di centinaia di musicisti ebrei e «non allineati». Musica nell&rsquo Italia fascista non racconta un&rsquo eccezione, ma un meccanismo ricorrente, che riguarda il rapporto tra cultura, responsabilità e potere. Ciò che rimane, al di là di una sequela di direttive, proclami e leggi, sono le vite di chi, davanti a ordini ingiusti, ha scelto di piegarsi, tacere, partecipare, servire, e dei pochi che, invece, hanno cercato di resistere e hanno perso tutto &ndash tranne la propria dignità.