| Ean | 9788806271473 |
| Titolo | CANTO DI NATALE CON AUTOTUNE |
| Autore | PRESTA MARCO |
| Editore | EINAUDI |
| Collana | I CORALLI |
| Anno di pubblicazione | 2025 |
| Pagine | 112 |
Cosa succede quando un autore come Marco Presta decide di scrivere il suo &ldquo Canto di Natale&rdquo con un occhio a Dickens e uno al nostro mondo? Che ne viene fuori un libro divertentissimo, umoristico nel senso più alto del termine. In una Roma abbagliata dalle luminarie natalizie e dai buoni sentimenti, un produttore discografico inaridito non smette un secondo di lavorare. Ma tra un incontro e l&rsquo altro con i suoi artisti arroganti e senza talento, questo Scrooge contemporaneo riesce persino a confondere la pastiglia della pressione con una ben più lisergica pilloletta. Ed ecco che intorno a lui cominciano a capitare cose strane... Aurelio Scrocchia, produttore musicale di mezza età, nei giorni prima di Natale si aggira cupo per il centro di Roma incontrando gli artisti della sua casa discografica e ragionando cinicamente sugli uomini e sulla vita. Intorno a lui, implacabile, la bontà a mano armata dei dannati dello shopping natalizio. Aurelio è un uomo di successo, disilluso e senza più obiettivi. Da ragazzo sognava di diventare un grande musicista, ora promuove cantanti che lo disgustano. Tra questi c&rsquo è Salomè, una giovane performer che si esibisce solo con l&rsquo autotune, il correttore vocale che permette a chiunque di stare davanti a un pubblico senza fare brutte figure. Salomè canterà &ldquo Adeste fideles&rdquo in uno show televisivo la notte della vigilia, e Scrocchia sta organizzando il grande evento. Ma accade qualcosa che spariglierà tutto. Al posto del solito farmaco per la pressione, Scrocchia trangugia per sbaglio un potentissimo alcaloide che gli è stato generosamente rifilato da un trapper della sua scuderia. In preda a buffe allucinazioni, sballottato da una visione improbabile all&rsquo altra, Aurelio si trova di fronte tre personaggi bizzarri, i proverbiali fantasmi di dickensiana memoria, che lo obbligheranno a ripensare alla propria esistenza e ai tanti errori commessi, a quello che voleva essere e a quello che invece è diventato. E come in ogni &ldquo Canto di Natale&rdquo che si rispetti, nel finale &ndash che non riveleremmo nemmeno sotto tortura &ndash c&rsquo è spazio persino per un po&rsquo di speranza.