| Ean | 9788829791552 |
| Titolo | E IO TI QUERELO. UNA STORIA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE IN DIECI PROCESSI |
| Autore | MALAVENDA CATERINA |
| Editore | MARSILIO |
| Collana | NODI |
| Anno di pubblicazione | 2025 |
| Pagine | 366 |
«Buongiorno avvocato, sono Oriana Fallaci. Sono stata querelata per diffamazione e dal &ldquo Corriere&rdquo mi hanno detto di rivolgermi a lei». È l&rsquo esordio di una giornata tra le tante nella vita che Caterina Malavenda conduce da quando, nella Milano degli anni ottanta, dove si è trasferita dal Sud, ha cominciato la sua attività. Allora non immaginava che avrebbe incontrato sul suo cammino maestri dell&rsquo inchiesta come Fabrizio Gatti, volti che hanno fatto la storia della tv come Michele Santoro, che avrebbe assistito direttori come Ferruccio de Bortoli e personaggi come Oliviero Toscani, o «incrociato i codici» con gli avvocati di Silvio Berlusconi. Né che sarebbe arrivata a difendere in tribunale alcune tra le principali testate giornalistiche. Tra esaltanti vittorie e cocenti delusioni, racconta dieci casi fra i più significativi che ha affrontato, per dare conto di come si può tentare di bloccare inchieste scomode e intimidire chi con il suo lavoro risulta fastidioso. Il processo per diffamazione è infatti «una trappola da cui per un giornalista è difficile uscire indenne, anche se ha svolto un lavoro egregio e ha raccontato la verità». Ogni udienza ha il suo corso, ogni teste le sue asperità, ogni documento almeno una doppia lettura e ogni protagonista la sua strada: chi si è affidato a un taccuino e chi si è infiltrato in un centro per stranieri chi ha parlato da maestro dell&rsquo eloquio e chi ha saputo ribaltare una situazione impossibile chi ha creduto di poter cambiare il mondo e chi sarà ricordato per uno scoop. Sullo sfondo, uno spaccato di cronaca &ndash giudiziaria e non &ndash del nostro paese, un&rsquo impietosa analisi sullo stato di salute della nostra democrazia, su cui queste vicende dicono molto. Non a caso l&rsquo autrice ha scelto oggi di «condividerle con chiunque pensi che, è vero, hanno tanti difetti, ma come faremmo senza giornalisti?».